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Il foreign exchange market (spesso abbreviato in Forex) si ha quando una valuta
viene scambiata con un'altra. Il forex è di gran lunga il più grosso mercato nel
mondo, in termini di valore delle transazioni, e include gli scambi che
avvengono tra grosse istituzioni bancarie, banche centrali, speculatori
valutari, imprese multinazionali, governi, e altri mercati finanziari ed
istituzioni. L'attività di scambio che ha luogo nei mercati forex globali
assomma a più di 1.900 miliardi di dollari al giorno (in media). I trader retail
(piccoli speculatori) sono una parte minima di questo mercato. Essi possono
partecipare solo indirettamente per il tramite di broker o banche e possono
essere vittime di forex scams.
A quanto sostiene Peter Garnham sul sito del Financial Times (Pubblicato: 9
ottobre 2006 20:48) "Il forex avrà duplicato la sua dimensione l'anno prossimo,
in soli tre anni, grazie ad un incremento della partecipazione da parte dei
gestori di fondi e dei fondi pensione, è quanto sostenuto da una ricerca uscita
lunedi. TowerGroup, una società di consulenza e ricerca finanziaria, dice di
attendersi che i volumi totali giornalieri sul forex eccedano i 3.000 miliardi
di dollari nel 2007. I volumi del forex, cresciuti dai 1.770 miliardi di dollari
del 2004 ai 2.000 miliardi l'anno scorso, erano destinati a crescere fino a
2.600 miliardi di dollari quest'anno e fino a 3.600 miliardi di dollari l'anno
prossimo, per via dell'accettazione del mercato valutario come un asset class a
tutti gli effetti, nelle parole della TowerGroup.
Il mercato forex è un mercato monetario interbancario o tra altre
controparti, creato nel 1971 quando cominciarono ad apparire tassi di cambio
fluttuanti. Il foreign exchange market è enorme se comparato ad altri mercati.
Ad esempio, il volume medio giornaliero di scambi che riguardano i buoni del
Tesoro USA è di 300 miliardi di dollari e il mercato azionario USA ha un volume
medio giornaliero di meno di 10 miliardi di dollari. Dieci anni fa il Wall
Street Journal ha stimato che il volume giornaliero degli scambi che avvengono
sul forex ecceda i 1.000 miliardi di dollari. Oggi questa cifra è cresciuta fino
ad eccedere i 1.800 miliardi di dollari al giorno.
Prima del 1971 un accordo internazionale denominato Bretton Woods Agreement
impediva la speculazione sui mercati valutari. Gli accordi di Bretton Woods
erano stati conclusi nel 1944 con il fine di stabilizzare le valute
internazionali e prevenire la fuga dei capitali tra le nazioni. Questi accordi
fissarono un tasso di cambio tra tutte le valute ed il dollaro e fissarono il
tasso di cambio tra il dollaro e l'oro (35 dollari per oncia). Prima di tale
accordo il gold exchange standard era in uso fino dal 1876.Il gold standard
prevedeva l'uso dell'oro come base di ciascuna valuta e in questo modo impediva
a re e governanti di svalutare arbitrariamente il denaro e di innescare
l'inflazione.
Il gold exchange standard presentava, comunque, dei problemi. Al crescere,
un'economia avrebbe importato beni dall'estero fino all'esaurimento delle
riserve auree. Il risultato di ciò era una restrizione dell'offerta di moneta
nel paese che causava un innalzamento dei tassi di interesse comportante un
rallentamento dell'attività economica che avrebbe potuto portare anche alla
recessione.
Infine la recessione avrebbe causato una caduta dei prezzi dei beni così in
basso che essi sarebbero apparsi convenienti ad altri paesi. Ciò a sua volta
portava ad un flusso inverso di oro in entrata nell'economia e il risultante
aumento nell'offerta di moneta causava una caduta del tasso d'interesse ed un
rafforzamento dell'economia. Tali pattern di boom-recessione erano frequenti nel
mondo durante gli anni del gold exchange standard e fino allo scoppio della
Prima guerra mondiale che interruppe il libero flusso degli scambi e di
conseguenza i movimenti dell'oro.
Dopo la guerra fu adottato il Bretton Woods Agreement , col quale le nazioni
partecipanti accettavano di mantenere il valore delle loro valute all'interno di
uno stretto margine di cambio con il dollaro. Un tasso era anche fissato per
stabilire il rapporto del dollaro rispetto all'oro. Alle nazioni era proibito di
svalutare la propria valuta oltre il 10% per migliorare la propria posizione
commerciale. In seguito della Seconda guerra mondiale il commercio
internazionale si espanse rapidamente per via delle esigenze di ricostruzione
post-bellica e ciò comportava massicci movimenti di capitali. Ciò destabilizzava
i tassi di cambio che erano stati fissati per mezzo degli accordi di Bretton
Woods.
Tali accordi furono infine abbandonati nel 1971, e in seguito a ciò il dollaro
non fu più convertibile in oro. A partire dal 1973, le valute delle nazioni
maggiormente industrializzate divennero più liberamente fluttuanti, essendo
spinte principalmente dalle forze dell'offerta e della domanda. I prezzi erano
formati da volumi, velocità e volatilità crescenti durante gli anni 70. Ciò
porto alla nascita di nuovi strumenti finanziari, alla deregolazione del mercato
e al libero scambio. Comportò inoltre un aumento del potere degli speculatori.
Negli anni 80 i movimenti internazionali di capitali ebbero un'accelerazione per
l'avvento dei computer ed il mercato divenne continuo, con scambi che si
svolgevano tra i continenti asiatico, europeo ed americano, ed i relativi fusi
orari. Le grosse istituzioni bancarie crearono sale operative in cui centinaia
di milioni di dollari, sterline, euro, e yen venivano scambiati nel giro di
pochi minuti. Gli odierni broker operano quotidianamente nel forex, avvalendosi
di strumenti elettronici, ad esempio a Londra, dove singoli scambi per decine di
milioni di dollari vengono conclusi in pochi secondi. Il mercato è cambiato
significativamente essendo la maggior parte delle transazioni finanziarie
finalizzate non all'acquisto o alla vendita di beni ma al fine di speculare sul
mercato essendo l'intento della gran parte degli operatori di fare soldi con i
soldi.
Londra si è affermata come il principale centro finanziario globale ed è il più
grosso mercato forex del mondo. Tale affermazione non è dovuta solo al suo
posizionamento, che le consente di operare durante l'apertura dei mercati
asiatici ed americano, ma anche per alla creazione del mercato dell'Eurodollaro.
Il mercato dell'Eurodollaro si venne a creare durante gli anni 50 quando i
proventi che l'Urss derivava dalla vendita del petrolio, tutti denominati in
dollari, venivano depositati al di fuori degli USA per il timore che venissero
bloccati dalle autorità statunitense. Questa pratica fece sì che un grosso
quantitativo di dollari statunitensi si trovasse al di fuori del controllo degli
Stati Uniti. Queste vaste riserve di liquidità erano molto attraenti per gli
investitori di tutto il mondo in quanto erano soggette ad una regolazione molto
meno penetrante e offrivano una redditività più elevata.
Al giorno d'oggi Londra continua a crescere in quanto un numero crescente di
banche americane ed europee stabiliscono i loro quartieri generali regionali
nella city. I volumi scambiati su questi mercati sono enormi e le banche più
piccole, gli hedgers commerciali e i piccoli investitori hanno raramente accesso
diretto a questo mercato liquido e competitivo, sia perché non soddisfano i
requisiti di credito necessari sia perché le dimensioni delle loro transazioni
sono troppo limitate. Ad ogni modo oggi i market maker possono scomporre le loro
grosse unità inter-bank ed offrire ai piccoli operatori l'opportunità di
comprare e vendere un numero qualsiasi di tali unità più piccole
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